Trieste la storia

Sono molto antiche le origini della città di Trieste, tuttavia le tracce sono d'entità modeste, giunte fino ad oggi a noi, del suo più passato remoto. Tutto il territorio delle zone limitrofe di Trieste, già nel secondo millennio a.C., dall'altopiano fino al mare, fu palcoscenico di protostorici insediamenti; i castellieri; in pratica villaggi di ridotte dimensioni, abbarbicati sull'alture e protetti da fortificazioni fatte di pietra, dove gli abitanti dell'epoca era una popolazione illirica di indoeuropea stirpe.

La leggenda racconta che anche un eroe mitologico, il greco Giasone, era alla ricerca dell'ambito 'Vello d'ora' che sbarcò alle foci del Timavo con gli Argonauti. Un sacro bosco, alle tendici del monte 'Hermada', dedicato, inoltre, agli eroi Diomede e Antenore. Il piccolo bordo di pescatori, nel 50 a.C. divenne una colonia romana, l'abitativo nucleo venne cinto da mura alte e forti e, successivamente, furono innalzate delle costruzioni importanti come il Teatro e il Foro, ancora oggi i resti sono visibili sul colle di San Giusto.

I primi del III secolo d.C., la città triestina fu travolta ripetutamente da barbariche invasioni e solo a metà dell'800, quando Giovanni (vescovo) acquista dal Re dei Franchi (Lotario), il potere su Trieste inizio una storica fase caratterizzata da una stabilità maggiore. Nel 1300, la città di Trieste riuscì ad affermarsi come comune libero ma, quando venne minacciata di nuovo l'agognata autonomia, nel 1382, la città, in modo spontaneo si pose sotto la protezione di Leopoldo III d'Austria, instaurando un fecondo e lungo rapporto di asburgica dinastia.

Nel 1979, avvenne il passaggio alla moderna Trieste, quando Carlo VI, con un editto, decretò la libertà di navigazione, dando il via al commercio e assegnando il privilegio alla città di 'Porto Franco ' . Sotto Giuseppe II e Mara Teresa, successivamente, i concessi benefici a Trieste accrebbero i traffici già molto prosperi, attirando persone di ogni provenienza e così creando quel cosmopolitismo che ancora ai giorni nostri si ritrova nei luoghi speciali di culto, nei cognomi e nel dialetto degli stessi abitanti della città, All'interno del medioevale perimetro, il vecchio borgo, non era più possibile accogliere altri abitanti, il cui numero cresceva in modo considerevole e per questo motivo la città di Trieste s'espanse allargando i propri confini fino al mare e progressivamente collegando i tanti colli a ventaglio presenti verso la costa.

Il clima era di generale prosperità e quindi nel '800, vennero fondati gruppi assicurativi molto grandi, compagnie di navigazione, la crescita della produzione culturale e artistica e infine si sviluppò la Borsa. La crescita di Trieste, da una parte la fece diventare uno dei più prosperosi e importanti dell'allora asburgico impero, dall'altra ne rafforzò il sentimento politico, culturale dell'italianità.

Nel 1918, Trieste ritorno all'Italia (un ritorno molto atteso), in una ricca festa tricolore, ma questo fece retrocedere la città a un ruolo di 'porto qualunque', avendo in pratica perso, la unicità (avvenuto lo svincolo dal contesto mitteleuropeo). La Seconda Guerra Mondale, comportò per la città di Trieste, la perdita delle terre dell'Istriana penisola, passata alla neo costituita Jugoslavia, oltre che la storia in quel periodo molto buio, caratterizzata da numerose vicende tristi, ancora oggi molte di queste, dopo oltre 70 anni, buttano ombre scure.

La sorte di Trieste, pretesa dagli Slavi, rimase per lungo tempo incerta: in attesa di precise definizioni, la zona interna venne divise in due specifiche zone (A e B) amministrate da jugoslavi e angloamericani. Per essere chiari, Trieste fu soggetta all'alleata amministrazione con la costituzione del 'Territorio Libero di Trieste'. Con la firma del Memorandum di Londra, nel 1954, la città e le sue zone interne furono in modo definitivo restituiti agli italiani.