|
TESTO DEL MEMORANDUM
D'INTESA FIRMATO A LONDRA IL 5-10-1954
fra i Governi d'Italia, del Regno Unito, degli Stati Uniti e di
Jugoslavia, concernente il Territorio Libero di Trieste
In vista del fatto che è stata constatata l'impossibilità di tradurre in
atto le clausole del Trattato di pace con l'Italia relative al Territorio
Libero di Trieste, i Governi del Regno Unito, degli Stati Uniti e di
Jugoslavia hanno mantenuto dalla fine della guerra occupazione e Governo
militare nelle Zone A e B del Territorio. Quando il Trattato fu firmato
non era mai stato inteso che queste responsabilità dovessero essere altro
che temporanee e i Governi d'Italia, del Regno Unito, degli Stati Uniti e
della Jugoslavia, quali paesi principalmente interessati, si sono
recentemente consultati tra loro per esaminare la maniera migliore per
mettere fine all'attuale insoddisfacente situazione. A seguito di che essi
si sono messi d'accordo sulle seguenti misure di carattere pratico.
Non appena il presente Memorandum d'intesa sarà stato parafato e le
rettifiche alla linea di demarcazíone da esso previste saranno state
eseguite, i Governi del Regno Unito, degli Stati Uniti e di Jugoslavia
porranno termine al Governo militare nelle Zone A e B del Territorio. I
Governi del Regno Unito e degli Stati Uniti ritireranno le loro Forze
Armate dalla zona a nord della nuova linea di demarcazione e cederanno
l'Amministrazione di tale zona al Governo italiano. I Governi italiano e
jugoslavo estenderanno immediatamente la loro Amministrazione civile sulla
zona per la quale avranno la responsabilità.
Le rettifiche della linea di demarcazione, di cui al paragrafo 2, verranno
eseguite in conformità con la carta di cui all'Allegato I.
Una demarcazione preliminare sarà eseguita da rappresentanti del Governo
Militare Alleato e del Governo Militare jugoslavo non appena il presente
Memorandum d'intesa sarà stato parafato e in ogni caso entro tre
settimane dalla data della parafatura. I Governi italiano e jugoslavo
nomineranno immediatamente una Commissione di demarcazione con il compito
di stabilire una più precisa determinazione della linea di demarcazione,
in conformità con la carta di cui all'Allegato I.
I Governi italiano e jugoslavo concordano di dare esecuzione allo Statuto
speciale contenuto nell'Allegato II.
Il Governo italiano si impegna a mantenere il Porto Franco a Trieste in
armonia con le disposizioni degli articoli da 1 a 20 dell'Allegato VIII
del Trattato di pace con l'Italia.
I Governi italiano e jugoslavo convengono di non intraprendere alcuna
azione giudiziaria o amministrativa diretta a sottoporre a procedimenti o
discriminazioni la persona o i beni di qualsiasi residente nelle zone che
vengono sottoposte alla loro amministrazione civile in base al presente
Memorandum d'intesa per passate attività politiche connesse con la
soluzione del problema del Territorio Libero di Trieste.
I Governi italiano e jugoslavo convengono di aprire negoziati entro un
periodo di due mesi dalla parafatura del presente Memorandum d'intesa allo
scopo di raggiungere prontamente un accordo che regoli il traffico locale
e che comprenda facilitazioni per il movimento dei residenti nelle zone
límitrofe, per terra e per mare, attraverso la linea di demarcazione, per
normali attività commerciali e di altro genere nonché per i trasporti e
le comunicazioni. Quest'accordo riguarderà Trieste e l'area adiacente. In
attesa della conclusione del predetto accordo le competenti autorità,
ciascuna per quanto le concerne, prenderanno misure appropriate allo scopo
di facilitare il traffico locale.
Per il periodo di un anno a partire dalla parafatura del presente
Memorandum d'intesa le persone già residenti (" pertinenti ") e
nelle zone che vengono sotto l'Amministrazione civile dell'Italia o della
Jugoslavia saranno libere di farvi ritorno. Le persone che ritorneranno,
così come quelle che vi abbiano già fatto ritorno, godranno degli stessi
diritti degli altri residenti in tali zone. I loro beni ed averi saranno a
loro disposizione, secondo le leggi in vigore, salvo che essi li abbiano
alienati nel frattempo. Per un periodo di due anni dalla parafatura del
presente Memorandum d'intesa le persone già residenti nell'una o
nell'altra delle predette zone e che non intendono di ritornarvi, e le
persone ivi attualmente residenti le quali decidano, entro un anno dalla
parafatura del presente Memorandum d'intesa, di abbandonare tale
residenza, avranno facoltà di trasferire i loro beni mobili ed i loro
fondi. Nessun diritto d'esportazione o di importazione o tassa di
qualsiasi altro genere verrà imposto in relazione con il trasferimento di
tali beni. Le somme derivanti dalla vendita dei beni delle persone,
ovunque residenti, che entro due anni dalla parafatura del presente
Memorandum d'intesa abbiano deciso di alienare i propri beni mobili e
immobili, saranno depositate in conti speciali presso le Banche nazionali
d'Italia o di Jugoslavia. Il saldo tra questi due conti sarà liquidato
dai due Governi al termine del periodo di due anni. I Governi italiano e
jugoslavo, senza pregiudizio dell'esecuzione immediata delle norme
contenute nel presente paragrafo, si impegnano a concludere un accordo
dettagliato entro sei mesi dalla parafatura del presente Memorandum
d'intesa.
Il presente Memorandum d'intesa verrà comunicato al Consiglio di
Sicurezza delle Nazioni Unite.
Londra, 5 ottobre 1954
ALLEGATO I
È una carta geografica con i confini, che sono quelli attuali.
ALLEGATO II
STATUTO SPECIALE
Considerando che è intenzione comune del Governo italiano e del Governo
jugoslavo di assicurare i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali
senza distinzione di razza, di sesso, di lingua e di religione nelle zone
che, in base alle disposizioni del presente Memorandum d'intesa, vengono
sotto la loro amministrazione, viene convenuto quanto segue:
Nell'amministrazione delle rispettive zone le autorità italiane e
jugoslave si conformeranno ai principi della Dichiarazione universale dei
diritti dell'uomo adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il
10 dicembre 1948, in maniera che tutti gli abitanti delle due zone
possano, senza discriminazione, avere il pieno godimento dei diritti e
delle libertà fondamentali stabiliti nella predetta Dichiarazione.
Gli appartenenti al gruppo etnico jugoslavo nella zona amministrata
dall'Italia e gli appartenenti al gruppo etnico italiano nella zona
amministrata dalla Jugoslavia godranno della parità dei diritti e di
trattamento con gli altri abitanti delle due zone.
Questa parità implica che essi godranno:
della uguaglianza con gli altri cittadini riguardo ai diritti politici e
civili, nonché agli altri diritti dell'uomo e libertà fondamentali
garantiti dall'art. 1;
di ugualí diritti nel conseguimento e nell'esercizio dei pubblici
servizi, funzioni, professioni ed onori;
della uguaglianza di accesso agli uffici pubblici ed amministrativi; a
questo riguardo le amministrazioni italiana e jugoslava saranno guidate
dal principio di facilitare, rispettivamente al gruppo etnico jugoslavo ed
al gruppo etnico italiano sotto la loro amministrazione, una equa
rappresentanza nelle cariche amministrative e specialmente in quei campi,
quali l'Ispettorato delle scuole, in cui gli interessi di tali abitanti
sono particolarmente in causa;
dell'uguaglianza di trattamento nell'esercizio dei loro mestieri o
professioni, nell'agricoltura, nel commercio, nell'industria o in ogni
altro campo, e nell'organizzare e dirigere associazioni e organismi
economici per questo scopo. Tale uguaglianza di trattamento riguarderà
anche la tassazione. A questo riguardo coloro che esercitano attualmente
un mestiere od una professione e non posseggono il diploma o certificato
prescritto per l'esercizio di tale attività, avranno quattro anni di
tempo dalla data della parafatura del presente Memorandum d'intesa per
conseguire il necessario diploma o certificato. Ai predetti non verrà
impedito l'esercizio del loro mestiere o professione in conseguenza della
mancanza dei prescritti titoli, salvo che essi abbiano omesso di
conseguirli nel predetto termine di quattro anni;
dell'eguaglianza di trattamento nell'uso delle lingue come è precisato al
successivo articolo 5;
uguaglianza con gli altri cittadini nel settore dell'assistenza sociale e
delle pensioni (indennità malattia, pensioni vecchiaia e invalidità,
incluse invalidità causate dalla guerra e pensioni ai congiunti dei
caduti in guerra).
L'incitamento all'odio nazionale e razziale nelle due zone è proibito e
qualsiasi atto del genere sarà punito.
Il carattere etnico ed il libero sviluppo culturale del gruppo etnico
jugoslavo nella zona amministrata dall'Italia e del gruppo etnico italiano
nella zona amministrata dalla Jugoslavia saranno salvaguardati:
essi avranno diritto ad una loro propria stampa nella lingua materna;
le organizzazioni educative, culturali, sociali e sportive di entrambi i
gruppi avranno libertà di funzionamento in conformità con le leggi in
vigore. A tali organizzazioni sarà concesso un trattamento pari a quello
accordato ad altre organizzazioni corrispondenti nelle loro rispettive
zone specialmente per quanto concerne l'uso di edifici pubblici, la radio
e l'assistenza a carico di fondi pubblici; e le autorità italiane e
jugoslave si adopereranno altresí per assicurare a tali organizzazioni il
mantenimento delle stesse facilitazioni di cui godono ora, o di altre
equivalenti;
ad entrambi i gruppi saranno concessi asili d'infanzia, scuole elementari,
secondarie e professionali con insegnamento nella lingua materna. Tali
scuole saranno conservate in tutte le località della zona amministrata
dall'Italia dove vi siano fanciulli appartenenti al gruppo etnico
jugoslavo, ed in tutte le località della zona amministrata dalla
Jugoslavia dove vi siano fanciulli appartenenti al gruppo etnico italiano.
I Governi italiano e jugoslavo convengono di conservare le scuole
esistenti, secondo l'elenco allegato, e che sono destinate ai gruppi
etnici delle zone sotto la loro rispettiva amministrazione. Essi si
consulteranno nella Commissione mista di cui all'ultimo articolo del
presente Statuto prima di chiudere una di dette scuole.
Dette scuole godranno di parità di trattamento con le altre scuole dello
stesso tipo nelle zone amministrate rispettivamente dall'Italia e dalla
Jugoslavia per quanto concerne l'assegnazione di libri di testo, di
edifici e di altri mezzi materiali, nonché il numero e la posizione degli
insegnanti ed il riconoscimento dei titoli di studio. Le Autorità
italiane e jugoslave si adopereranno per assicurare che l'insegnamento in
tali scuole venga impartito da insegnanti della stessa lingua madre degli
alunni.
Le autorità italiane e jugoslave promuoveranno sollecitamente quelle
disposizioni giuridiche che possano rendersi necessarie affinché
l'organizzazione permanente di tali scuole sia regolata in conformità con
le disposizioni che precedono. Gli insegnanti di lingua italiana che alla
data della parafatura del presente Memorandum d'intesa prestano servizio
come insegnanti nell'organizzazione scolastica della zona amministrata
dalla Jugoslavia e gli insegnanti di lingua slovena che alla stessa data
prestano servizio come insegnanti nell'organizzazione scolastica della
zona amministrata dall'Italia non saranno rimossi dai loro posti per il
motivo che non dispongono dei prescritti diplomi di abilitazione. Questa
disposizione eccezionale non dovrà valere come precedente o essere
invocata come applicabíle ad altri casi all'infuori di quelli relativi
alle categorie sopra specificate. Nel quadro delle leggi in vigore le
autorità jugoslave e italiane faranno quanto ragionevolmente possibile
per dare ai predetti insegnanti la opportunità, come previsto nel
precedente articolo 2 (d), di conseguire il medesimo status del personale
insegnante di ruolo.
I programmi scolastici delle scuole sopra menzionate non dovranno essere
di ostacolo al carattere nazionale degli alunni
Gli appartenenti al gruppo etnico jugoslavo nella zona amministrata
dall'Italia e gli appartenenti al gruppo etnico italiano nella zona
amministrata dalla Jugoslavia saranno liberi di usare la loro lingua nei
loro rapporti personali ed ufficiali con le autorità amministrative e
giudiziarie delle due zone. Essi avranno il diritto di ricevere risposta
nella loro stessa lingua da parte delle autorità; nelle risposte verbali,
direttamente o per il tramite di un interprete; nella corrispondenza,
almeno una traduzione delle risposte dovrà essere fornita dalle
Autorità.
Gli atti pubblici concernenti gli appartenenti ai due gruppi etnici,
comprese le sentenze dei Tribunali, saranno accompagnati da una traduzione
nella rispettiva lingua. Lo stesso principio si applicherà agli avvisi
ufficiali, alle pubbliche ordinanze ed alle pubblicazioni ufficiali.
Nella zona sotto l'amministrazione italiana le iscrizioni sugli enti
pubblici ed i nomi delle località e delle strade saranno nella lingua del
gruppo etnico jugoslavo, oltre che nella lingua dell'Autorità
amministratrice, in quei distretti elettorali del Comune di Trieste e
negli altri Comuni nei quali gli appartenenti al detto gruppo etnico
costituiscono un elemento rilevante (almeno un quarto) della popolazione;
nei Comuni della zona sotto amministrazione jugoslava, dove gli
appartenenti al gruppo etnico italiano costituiscono un elemento rilevante
(almeno un quarto) della popolazione, tali iscrizioni e tali nomi saranno
in italiano, oltre che nella lingua della Autorità Amministratrice.
Lo sviluppo economico della popolazione etnicamente jugoslava nella zona
amministrata dall'Italia e della popolazione etnicamente italiana nella
zona amministrata dalla Jugoslavia, sarà assicurato senza discriminazione
e con un'equa ripartizione dei mezzi finanziari disponibili.
Nessun mutamento dovrebbe essere apportato alle circoscrizioni delle
unità amministrative fondamentali, nelle zone che vengono rispettivamente
sotto l'amministrazione civile dell'Italia e della Jugoslavia, con
l'intento di arrecare pregiudizio alla composizione etnica delle unità
stesse.
Una speciale Commissione mista italo-jugoslava verrà istituita con
compiti di assistenza e consultazione sui problemi relativi alla
protezione del gruppo etnico jugoslavo nella zona sotto amministrazione
italiana e del gruppo etnico italiano nella zona sotto amministrazione
jugoslava. La Commissione esaminerà altresí i reclami e le questioni
sollevate da individui appartenenti ai rispettivi gruppi etnici in merito
alla esecuzione del presente Statuto.
I Governi italiano e jugoslavo faciliteranno le visite di tale Commissione
alle zone sotto la loro amministrazione e accorderanno ogni agevolazione
per l'assolvimento dei suoi compiti.
I due Governi si impegnano a negoziare immediatamente un particolareggiato
regolamento relativo al funzionamento della Commissione.
Londra, 5 ottobre 1954.
VLADIMIR VELEBIT
MANLIO BROSIO
I PROTOCOLLI AGGIUNTIVI
Porto franco
Lettera dell'Ambasciatore d'Italia a Londra all'Ambasciatore di
Jugoslavia:
In vista della inapplicabilità delle disposizioni dell'Allegato VIII del
Trattato di pace con l'Italia relative ad un regime internazionale del
Porto Franco di Trieste ed in relazione all'art. 5 del Memorandum d'intesa
parafato oggi, il Governo italiano invita il Suo Governo a partecipare con
altri Governi interessati ad una riunione in data prossima per consultarsi
circa la elaborazione delle misure necessarie per applicare nel quadro
della situazione esistente gli articoli da 1 a 20 dell'Allegato VIII del
Trattato di pace con l'Italia allo scopo di assicurare il più ampio uso
possibile del Porto Franco in armonia con le necessità del commercio
internazionale.
Nelle more delle sopramenzionate consultazioni, il Governo italiano
emanerà norme preliminari per regolare l'amministrazione del Porto
Franco.
Sedi culturali
Lettera dell'Ambasciatore d'Italia a Londra all'Ambasciatore Jugoslavia:
Il mio Governo desidera informarLa che, nell'assumere l'amministrazione
della zona per la quale sarà responsabile in base alle disposizioni del
Memorandum d'intesa parafato oggi a Londra, esso renderà disponibile una
casa in Roíano o in altro sobborgo da essere adibita a sede culturale per
la comunità slovena di Trieste e metterà altresì a disposizione i fondi
per la costruzione e l'arredamento di una nuova sede culturale in via
Petronio. P, confermato che anche la " Narodni Dom " a San
Giovanni è disponibile per essere adibita a sede culturale.
È inteso dal mio Governo che per parte sua il Governo jugoslavo è
disposto a prendere in favorevole considerazione le richieste fatte da
organizzazioni culturali italiane per ottenere ulteriori locali per le
loro attività culturali nella zona che viene sotto l'amministrazione
jugoslava.
Risposta dell'Ambasciatore di Jugoslavia
a Londra all'Ambasciatore d'Italia:
Desidero ringraziarLa per la Sua lettera del 5 ottobre 1954 relativa alle
sedi da mettere a disposizione di organizzazioni culturali slovene in
Trieste e nei suoi sobborghi e di informarLa che il Governo jugoslavo è
pronto a prendere in favorevole considerazione richieste di organizzazioni
culturali italiane intese ad ottenere ulteriori locali per le loro
attività culturali nella zona che viene sotto l'amminístrazione
jugoslava.
Uffici per lo svolgimento delle funzioni
consolari
Lettera dell'Ambasciatore d'Italia a Londra all'Ambascíatore di
Jugoslavia:
Ho l'onore di riferirmi al Memorandum d'intesa parafato oggi a Londra e di
chiedere se il Suo Governo è d'accordo a che il mio Governo apra un
Ufficio in Capodistria per lo svolgimento delle funzioni consolari nei
riguardi del territorio che verrà sotto l'amministrazione jugoslava in
base alle disposizioni del Memorandum sopra menzionato. Nel caso che il
Suo Governo sia d'accordo il mio Governo si propone di nominare un Console
a capo di tale Ufficio. Sono in grado di dichiarare che il mio Governo,
per parte sua, è pronto ad approvare la conversione della rappresentanza
jugoslava a Trieste in un Ufficio per lo svolgimento delle funzioni
consolari nei riguardi del territorio che verrà sotto l'amministrazione
italiana ai termini del Memorandum d'intesa.
Risposta dell'Ambasciatore di Jugoslavia
a Londra all'Ambasciatore d'Italia:
Ho l'onore di accusare ricevuta della Sua lettera in data odierna e di
ringraziarLa per la proposta del Suo Governo relativa alla rappresentanza
del Governo jugoslavo in Trieste. Il mio Governo si propone di nominare un
Console Generale come Capo della sua rappresentanza a Trieste.
Il mio Governo è d'accordo, da parte sua, per l'apertura da parte del Suo
Governo di un Ufficio in Capodistria per lo svolgimento delle funzioni
consolari nei riguardi del territorio che verrà sotto l'amministrazione
jugoslava.
Trapasso dei poteri
Lettere identiche dirette dal Signor Harrison e dal Signor Thompson
all'Ambasciatore d'Italia a Londra:
Il mio Governo si riferisce alla decisione contenuta nel Memorandum
d'intesa del 5 ottobre 1954 tra i Governi d'Italia, del Regno Unito, degli
Stati Uniti e Jugoslavia, in base alle disposizioni del quale la
responsabilità per la zona del Territorio Libero di Trieste amministrata
dal Governo Militare del Regno Unito e degli Stati Uniti sarà da questo
lasciata ed assunta dal Governo italiano. Per assicurare che la cessazione
del Governo Militare e l'assunzione dell'amministrazione da parte
dell'Italia, come pure il ritiro delle truppe del Regno Unito e degli
Stati Uniti e l'entrata delle truppe italiane abbiano luogo in maniera
sollecita e indisturbata, si propone che il Governo italiano designi un
suo rappresentante per incontrarsi ad una data prossima con il Comandante
della zona anglo-americana al fine di stabilire le misure del caso. Il mio
Governo spera di essere in grado di eseguire tali misure entro un mese
dalla data della parafatura del Memorandum d'intesa.
Lettere identiche dell'Ambasciatore
d'Italia a Londra al Signor Harrison e al Signor Thompson:
Ho il piacere di accusare ricevuta ecc. ecc. Il mio Governo ha designato
il Generale di Divisione Edmondo De Renzi quale suo rappresentante per
incontrarsi con il Comandante della zona anglo-americana del Territorio
Libero di Trieste per stabilire gli accordi relativi al cambio di
amministrazione in quella zona del Territorio Libero di Trieste la cui
responsabilità sarà assunta dall'Italia. Resta inteso che non appena le
rettifiche della linea di demarcazione saranno state eseguite, avrà luogo
l'ingresso delle truppe italiane, nel momento indicato in detti accordi e
simultaneamente con il ritiro definitivo delle forze armate britanniche ed
americane e l'assunzione della responsabilità da parte dell'Italia.
Liste delle scuole esistenti
menzionate nell'articolo 4 (c) dell'Allegato II (Statuto Speciale) del
Memorandum d'intesa I.
I. Scuole slovene attualmente in funzione
nella zona che viene sotto l'amministrazione dell'Italia in base al
Memorandum d'intesa.
l. ASILI INFANTILI
a) Municipio di Trieste: Barcola, Gretta via S. Fortunato, San Giovanni,
San Giacomo, Servola, San Sabba, Longera, Basovizza, Trebiciano, Villa
Opicina, S. Croce, Prosecco;
b) Comune di Duino-Aurisina: Malchina, Aurisina, Duino;
c) Comune di Sgonico: Sgonico, Gabrovizza;
d) Comune di Monrupino: Monrupino; e) Comune di San Dorligo della Valle:
San Dorligo della Valle, Bagnoli della Rosandra, Sant'Antonio in Bosco,
Domio.
2. SCUOLE ELEMENTARI
a) Municipio di Trieste: San Giacomo, via S. Francesco, Via Donadoni,
Servola, Cattinara, Roiano, Sant'Anna, San Giovanni, Barcola, Villa
Opicina, Prosecco, Santa Croce, Trebiciano, Gropada, Basovizza;
b) Comune di Duino-Aurisina: Aurisina, Sistiana, Duino, San Giovanni di
Duino, Medeazza, Ceroglie, Malchina, Slivia, San Pelagio;
c) Comune di Sgonico: Sales, Sgonico, Gabrovizza;
d) Comune di Monrupino: Monrupino;
e) Comune di San Dorligo della Valle: San Dorligo della Valle, Bagnoli
della Rosandra, Sant'Antonio in Bosco, San Giuseppe della Chiusa, Domio,
Caresana, Pese;
f) Comune di Muggia: Stramare, Santa Barbara.
3. SCUOLE E CORSI PROFESSIONALI
a) Municipio di Trieste: Scuola professionale industriale a Roiano, Scuola
professionale industriale a San Giovanni, Corso professionale industriale
a San Giovanni, Corso professionale industriale a Villa Opicina (2 anni),
Corso professionale commerciale a Prosecco (2 anni), Corso professionale
commerciale a Cattinara (2 anni), Corso professionale a Santa Croce;
b) Comune di Duino-Aurisina: Corso professionale industriale ad Aurisina
(2 anni);
c) Comune di San Dorligo della Valle: Corso professionale industriale a
San Dorligo della Valle (2 anni).
I sopramenzionati corsi professionali saranno cambiati in scuole
professionali in base alla legge italiana.
4. SCUOLE SECONDARIE
Trieste: Scuola media inferiore, via delle Scuole Nuove, San Giacomo;
Liceo scientifico con sezione classica, via Lazzaretto Vecchio 9; Istituto
magistrale, piazzale Gioberti, San Giovanni; Istituto tecnico commerciale,
piazzale Gioberti, San Giovanni.
II. Scuole italiane attualmente in
funzione nella zona che viene sotto l'amministrazione della Jugoslavia in
base al Memorandum d'intesa.
l. ASILI INFANTILI
Capodistria.
2 Classi italiane negli asili infantili in: Isola d'Istria, Pirano, Buie,
Sicciole, Cittanova, Umago.
2. SCUOLE ELEMENTARI
Umago, Verteneglio, Castagna, Cittanova, Capodistria, Pirano, Santa Lucia,
Sicciole, Buie, Grisignano, Momiano, San Nicolò, Isola d'Istria, Prade,
Semedella, Strugnano.
3. SCUOLE PROFESSIONALI
Capodistria, Isola d'Istria, Sicciole, Buie, Umago, Cittanova, sezione
italiana della Scuola professionale triennale di artigianato femminile a
Capodistria.
4. SCUOLE SECONDARIE
Capodistria: Scuola media inferiore e Ginnasio-Liceo classico " C.
Combi. " (8 anni);
Pirano: Ginnasio-Liceo scientifico (8 anni);
Isola d'Istria: Scuola tecnica commerciale (2 anni).
[TORNA
A WWW.TRIESTEITALIANA.IT] |